2012 un anno lungo e difficile

5 Novembre 2012 198 commenti

Era cominciato con una nevicata memorabile, una calamità provinciale che ci aveva tenuti impegnati per un paio di settimane. Rami di alberi pericolanti, tettoie, coperti di case a rischio, infiltrazioni di acque per grondaie bloccate dal ghiaccio, lastre di neve ghiacciata in bilico dai tetti e incombenti sulle strade, ghiaccioli di dimensioni mai più viste dai tempi della guerra che minacciavano i pedoni e le auto sottostanti dai tetti altissimi della città di Bologna, tubature e anche idranti scoppiati pervia del gelo, e mille altre situazioni di disagio. Poi i soliti incendi, capannoni e appartamenti. 425285_2643170354049_2082982311_n A maggio il disastro: mai avremmo pensato di avere a che fare con una calamità come un terremoto e proprio a casa nostra. Abitazioni dissestate, impianti di acqua, elettricità e gas sconvolti, attività industriali bloccate se non distrutte, la trama della vita quotidiana di intere comunità tradita e sconvolta. Poi le infinite follie dell’isteria di massa, e il coraggio di tante persone, la tenacia, la fiducia, la solidarietà di tanti. Con la mia squadra ho fatto il primo intervento del sisma in provincia di Bologna, che ci ha trasportato di botto dal mondo ordinario ad un’altro mondo straordinario e sinistro, della cui scoperta ed esplorazione si poteva anche fare a meno. Due mesi di interventi, tutti problematici sotto tanti aspetti, durante i quali abbiamo conosciuto tanti fantastici colleghi da tutta italia, tante situazioni tecniche nuove, tante storie personali; gli splendori e le miserie del Corpo e del mondo. Più che mai, in trent’anni di intenso servizio,  ho avvertito l’orgoglio e la responsabilità di essere un vigile del fuoco, da come la gente ci guardava e ci trattava, e da quanto si aspettava da noi. Ho rammentato una frase che mi ripeteva un antico pompiere persicetano a proposito della tragedia dell’alluvione del ’67; “più che la nostra opera, contava nella gente un nostro sorriso, una parola di conforto”. 579512_3200903457028_939966230_n Nei mesi successivi una calma insolita, pochi e rari interventi. Come se, in seguito al trauma del terremoto, i gatti non salissero più sugli alberi, i piromani si astenessero dall’appiccare i fuochi, le auto si fossero stancate di incendiarsi, la gente non dimenticasse più le chiavi delle porte di casa. Poi, piano piano siamo tornati agli interventi più ordinari, e anzi con un curioso supplemento di alcuni incendi di palazzine abbandonate in campagna, con qualche sospetto per la solita mafia edilizia locale. E’ seguita una estate asciutta e torrida con sterpaglie assortite, finita col gran finale della ripetizione dell’incendio di alcune migliaia di rotoballe già vista l’anno passato, ma riuscita peggio dal punto di vista del piromane, perchè alcune migliaia le abbiamo salvate. Anche qui lo zampino di organizzazioni non gradite. 2012_10130070mk Alcuni anziani deceduti in casa, fieri esponenti della indipendenza individuale. Infinite tante porte da aprire, ciascuna con la sua storia umana unica e speciale, pochi gatti, quasi nessuna auto in fiamme ormai, canne fumarie a piacere, meno incidenti gravi. E non è finita, mancano due mesi alla fine dell’anno. Un anno di lotta contro gli omnipresenti e per nulla utili “sindacati” di categoria, che al solito non hanno nulla di meglio da fare se non rompere le scatole alla componente volontaria del CNVVF, e senza alcun ritegno o rispetto neppure per la tragedia che ha colpito le nostre genti. Niente di nuovo, bella la vita dei dipendenti pubblici. E poi le difficoltà finanziarie per il corpo in generale, un po’ meno per noi volontari che siamo abituati da sempre ad arrangiarci e metterci del nostro, ma che sollecitano una riforma seria, razionale ed europea del Corpo che quasi nessuno vuole o è capace di fare. Neppure il numero unico delle emergenze è ancora partito in Italia, siamo in ritardo di anni tecnicamente e di secoli culturalmente, caso unico nel continente ed ennesima pessima figura. Circa il personale: un lutto in famiglia, uno dei grandi pompieri di un tempo mitico ci ha lasciati. Un altro collega ha abbandonato per priorità familiari, un altro è felicemente pensionato, e quattro nuovi pompieri. Chissà se almeno due di loro resteranno, entro i classici 12 mesi di scrematura. 2012_10130100mmm La ruota gira, il mondo cambia, e noi con esso. Io invecchio, adesso sono il più anziano del distaccamento, per fortuna non ancora per età anagrafica ma solo per quella di servizio. Pare ieri che mi interrogavo sull’uso di tutti quegli attrezzi dai nomi astrusi sul camion, e che amavo ascoltare le bizzarre storie raccontate dai pompieri anziani. E adesso mi ritrovo all’improvviso a recitare io quella parte. Il prossimo anno saranno 30 (trenta) anni di servizio. E mi pare di avere ancora tutto da imparare. Il Ministero sta progettando di estendere anche per i lavoratori del Corpo l’età della pensione, portandola a 65 anni. Quindi forse ne ho ancora parecchio di tempo per imparare qualcosa. Vedremo, la ruota gira, di sabbia nella clessidra forse ne resta ancora un pochino. Forse…

 

 

 

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Casalecchio, venti anni fa

6 Dicembre 2010 45 commenti

Non sembrano passati tanti anni, e invece guardando le foto dell’epoca si vedono le nostre divise arancioni, gli automezzi ormai sostituiti  (non tutti) e i mille particolari di un’epoca ormai lontana. (Repubblica-cronaca)
Quel giorno e in quelle ore io stavo con alcuni colleghi sul tetto di una casa colonica a controllare l’interno della canna fumaria, dove stava bruciando la fuliggine. Avevano acceso il caminetto perchè faceva freddo. Sul prato di sotto stava la nostra autopompa (un eroico “150″) coi vetri abbassati per potere ascoltare la radio del comando. Prosegui la lettura…

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Un’altra apertura porta

13 Agosto 2010 18 commenti

DoorClosed“Allora, apri la porta, lei non la fai entrare, vai dentro solo tu, poi cerchi la borsa coi documenti e le chiavi della sua auto, provi e se funzionano gliele dai e le richiudi la porta in faccia.” Terza volta che mi ripete la sfilza delle raccomandazioni. È un comportamento coatto; vi è mai capitato? Uno vi racconta una storia, e appena finito il discorso, lo riprende da capo. È come se la sua mente entrasse in loop per ripetere all’infinito una comunicazione. Sarà per Prosegui la lettura…

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Estate umida

10 Luglio 2010 12 commenti

manich2010_07100077Non brucia nulla in tutta la provincia, record minimo di incendi da decenni o a memoria di pompiere.

Ha smesso di piovere da poche settimane, nei campi si è riusciti a malapena a mietere il grano asciugato a fatica sotto un sole prepotente e afoso, e nei primi giorni le mietitrebbia spesso sprofondavano con le ruote nel terreno zuppo d’acqua.

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estate freddina….

21 Giugno 2010 3 commenti

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Primo giorno di estate, fa freddo (15 °C) e piove. Le piogge continue che cadono ormai dal dicembre dello scorso anno hanno prodotto campi verdissimi con erba e stoppie alte, canali pieni e terreno bagnato, fango ovunque. Non c’è nulla di secco, a parte il fieno e l’erba tagliata, e pure quella dura poco se non viene messa al riparo. Dopo un inizio di giugno finalmente caldo, sono arrivate due settimane di pioggia pesante e di freddo, e da 34 gradi siamo piombati a 15 in un paio di giorni. Ieri in montagna i colleghi hanno fatto ben due canne fumarie. Prosegui la lettura…

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arrivederci, mio comandante

25 Ottobre 2009 7 commenti

Sapevo che ormai era ora. Mi sono assentato una settimana, e al mio ritorno il comandante provinciale era cambiato. Ne ho ormai conosciuti parecchi, circa ogni 8 o 10 anni il ministero li sposta, secondo disegni complessi e imperscrutabili. Si tratta di carriere di funzionari pubblici, in rotta verso ambite poltrone romane, ma ciascuno con stile e priorità diverse.

Per noi umili soldatini del grande esercito dei vigili del fuoco (sempre più esiguo, a ben vedere) questo importa, perché qualche novità c’è sempre, a volte piccola, a volte grande. Ma mai troppo, perché l’inerzia del sistema è notevole.
Ma se non si sa come sarà il nuovo, si sa com’era il precedente. Quindi molto spesso non si vede l’ora che ci sia un qualche cambiamento. Raramente, invece, dispiace. E questa era una di queste rare volte. Anzi, nella mia vita, l’unica volta. Sarò senz’altro una persona di gusti difficili, ma il passato comandante a me andava parecchio bene. E mi spiace veramente tanto che non ci sia più. So che adesso gli hanno affidato una provincia particolarmente impegnativa e interessante, con un territorio vario e peculiare per geologia, insediamenti urbani e industriali. Se la caverà benissimo, su questo non ho dubbi. Qualche timore invece lo posso avere per il mio distaccamentino di provincia, per di più volontario.

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giornata piena, ma di poca roba

16 Aprile 2009 37 commenti

Primavera in arrivo, tempo variabile, incremento di piccoli incidenti. Sparsi qua e là nel tempo e nel registrone mensile sul tavolo.

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NESSUNA NOSTRA NOTIZIA DALL’ABRUZZO

7 Aprile 2009 49 commenti


 

In tv, dall’Abruzzo non vedrete i vigili del fuoco volontari. I soli volontari cui è impedito il prestare soccorso nelle calamità nazionali, sono proprio quelli del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

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Non è solo un po’ di fumo…

22 Marzo 2009 50 commenti


Incendio in abitazione

"Devo pisciare anche io, come faccio?" brontola Gino, in risposta al lamento di Fazio. Essere svegliati a quest’ora, e per un incendio di abitazione con persone all’interno, non ti lascia molto tempo per prepararti. Giusto il tempo di infilarsi qualcosa, correre in caserma, arraffare l’attrezzatura e via sul camion, senza pause. E alle sei del mattino la vescica è piena. "Tienila per il fuoco" gli faccio. È vecchia la battuta, ma loro sono giovani. Questo è anche il loro primo intervento serio, dopo tanti cassonetti e porte da aprire. L’altra battuta è di farci un nodo, ma è superflua. Gino si tiene stretto al maniglione per non volare addosso a Fazio, e la concentrazione sull’intervento fa dimenticare le banalità. Anche io sono nelle stesse condizioni, ma me ne ricorderò solo tra quattro ore, come loro. È già molto se ho ricordato di prendere gli occhiali. Adesso tacciono e verificano i guanti e le chiusure del giaccone. Di solito sparano cazzate e bisogna farli tacere, ma oggi sono concentrati. Strano, sarà il tempo, o il sonno.

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Viene gennaio silenzioso e lieve…

4 Gennaio 2009 66 commenti


Alla mezzanotte, in tutti i comandi d’italia il conteggio degli interventi riparte da uno. Una volta l’abbiamo avuto noi. Ma è raro, specie in una notte come questa. Una pioggia gelata sta ricoprendo di ghiaccio le strade. Già tante squadre sono fuori al lavoro, tra auto fuori strada, incendi di cassonetto e falsi allarmi. Non c’è stato neppure il tempo per lo scambio di auguri via radio.

Finora ce la siamo scampata, ma non può durare. E infatti dopo pochi minuti il chiasso della tradizionale cena in caserma viene interrotto dal tono della chiamata dalla centrale, che ci assegna come primo nostro intervento dell’anno una bella canna fumaria. Peccato, stava per arrivare il fritto misto di mare. Magari siamo di ritorno per il dolce.

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